Arduino e la sua gran voglia di vivere

Buongiorno, care amiche,

mi chiamo Arduino Francescucci e sono un vostro compagno d’avventura.

Dal 2005 curo un linfoma e voltandomi indietro sembra sia un’eternità da quando mi fu diagnosticato il tumore. Quel giorno caddi nel dramma e nella disperazione e con me la mia famiglia. La dottoressa MONICA GIORDANO ebbe gran parte di merito nel cercare di spiegarmi che la medicina aveva fatto passi da gigante e che avremmo convissuto con il male.

Mi presi qualche giorno per rimanere con me stesso, pensai alla mia vita passata, pensai a quanto bene avevo fatto, pensai a quante persone avevo aiutato, pensai alla mia stupenda famiglia, alle mie ginnaste, alla mia polisportiva, ai miei mille interessi… e allora da buon capricorno indossai armatura, lancia e spada e andai in battaglia.

Non ricordo quanti cicli di chemio abbia fatto e quanti di radioterapia, ma ricordo sempre il mio far conversazione, il mio star vicino agli altri che sicuramente soffrivano più di me.

Amo dire che in oncologia si entra prima con la testa e poi con le medicine, quando entro in stanza per la terapia non mi siedo sulla poltrona, ma dopo l’inserimento dell’ago mi tiro dietro la macchinetta con la flebo e vado a sedermi a un tavolo, dove scrivo, leggo, studio, telefono… insomma per dire a me stesso che la vita continua e non dobbiamo perdere tempo.

Anche in reparto sanno tutti che sono tosto e che al tumore do del TU, senza comunque dargli troppa confidenza.

A voi care amiche vorrei dire di avere fede e che il diavolo non è così brutto come sembra. Io parlo sempre del mio tumore, ne parlo con tutti, sono stato testimonial dell’oncologia di Como in televisione, su "La Provincia", sul giornale di Cantù… in fondo do forza agli altri, ma in fondo do forza a me stesso.

La mia nipotina, in occasione della presentazione del mio libro su CADORAGO, volle il microfono e disse: "Mio nonno è una roccia: ogni tanto si sgretola, ma non si rompe".

Questa è la mia forza: essere circondato da tante persone che ti amano. Molti mi guardano come esempio, ma anch’io ho degli esempi che giornalmente mi danno forza… uno di questi è la vostra bandiera, la gentile signora OLGA CERIANI, che, con la sua forza e la sua grande voglia di vivere, ci spinge a non mollare, a non avere paura.

La vita se pur breve è un grande dono, viviamola con gioia sino all’ultimo giorno, sino all’ultimo sospiro!

Giorni fa ero in radioterapia e aspettavo il mio turno… ricevo una telefonata graditissima dell’allenatore della nazionale italiana di ginnastica artistica, l’amico ENRICO CASELLA, che mi chiese: "CIAO DINO COME VA?"  e io "Anche oggi c’è il sole". Con questa frase avevo rallegrato l’amico cha  era in pensiero per me.

Spesso mi chiamano amici che si ritrovano nel dramma da un momento all’altro e io sono sempre disponibile perché ricordo il mio primo giorno.

Un'altra cosa: ognuno di noi deve avere un angelo di riferimento (un figlio, un genitore, un compagno, un fratello)… un angelo che ci accompagni in questo nostro lungo viaggio di speranza. Il mio angelo si chiama LAURA ed è mia MOGLIE

Non pensiate che tutto fili liscio, qualche volta in camera caritatis ho i miei momenti bui, ma poi penso che se io sono giù tutta la famiglia si preoccupa con me  e allora viva la vita, viva l’amicizia e la gioia di vivere

Con tanto affetto, 

 

Arduino (Dino)

P.S. Un abbraccio speciale alla signora Olga e a tutte le volontarie della straordinaria Associazione NOISEMPREDONNE!

 

I CONTATTI DI DINO:

LE LETTERE DI DINO: