Parliamo di SPERANZA con il dott. Roesel

Trascrizione della testimonianza del dott. Riccardo Roesel in occasione del convegno dello scorso 16 ottobre "Coral-mente"

«L’incontro di questa sera è un incontro sulla SPERANZA. Ma quale speranza? Quale speranza vogliamo proporre? Nella storia dell’uomo la parola speranza, senz’altro una virtù, ha assunto significati diversi.

C’è un primo livello di speranza, molto superficiale, che non è una virtù ma un male. È la speranza “vana”: la speranza di vincere al lotto e ai "gratta e vinci", o l’atteggiamento di chi di fronte ad una richiesta di aiuto risponde “speriamo in bene”, una frase dal costo (e dal valore) nullo, che segna la fine di quell’incontro e il mancato inizio di un impegno responsabile per trovare insieme una soluzione concreta. Questa speranza è un male perché ci fa sopravvivere aspettando passivamente che la salvezza arrivi dalla sorte.

C’è poi un secondo livello di speranza, che inizia a diventare una virtù. È quell’atteggiamento che ha spinto generazioni a lottare per costruire una futuro migliore per i propri figli e nipoti. Una speranza che rende sopportabili lavori pesanti e ingrati ma in cerca di futuri migliori in dignità e libertà.

C’è poi ancora un terzo livello di speranza che ha i tratti di una vera virtù. È la speranza di costruire un futuro migliore non solo per i propri figli ma per i figli e le figlie di tutti. È la speranza civile, sociale, politica che ha mosso uomini e donne a spendere la propria vita per migliorare il mondo: una speranza che ci fa ripartire ogni mattina nel proprio luogo di lavoro e di socialità.

C’è infine una quarta forma di speranza, che si trova molto in profondità, e che è diversa da tutte le altre, perché non è più una virtù. Non la si raggiunge con l’esercizio, con la disciplina o con l’impegno. Questa speranza è semplicemente dono gratuito. Questa speranza non può essere calcolata né prevista ma attesa e desiderata e quando arriva è gioia grande, paradiso, come il ritorno di una persona attesa che un giorno finalmente torna davvero. Questa speranza arriva, senza preavviso, quando abbiamo esaurito le risorse naturali per sperare e ci troviamo in condizioni nelle quali non ci sarebbe più nessuna ragione ragionevole per sperare.

Eppure arriva e dopo l’annuncio di una malattia seria, si presenta inaspettata e si riesce di nuovo a sperare e attendere diversamente. Sentiamo che ci viene data una nuova possibilità, una nuova ragione per sperare veramente, rinasce la forza di sperare oltre la disperazione. Non siamo noi a generare questa speranza: arriva, e per questo è dono.

Per questa speranza ci troviamo qui questa sera.»

Riccardo Roesel

Commenti

Ritratto di Olga

Grazie, grazie grazie! 

Volontarie NSD